#yomequedoencasa: 6. Cocina

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En la vida ajetreada de cada día siempre es muy difícil encontrar tiempo para cocinar esos deliciosos platos que nuestras madres y abuelas nos han dado a conocer. En esta lista presentamos 10 platos italianos que no se pueden preparar con prisa y que tienen éxito solo si también incluimos una pizca de amor entre los ingredientes. Te daremos algunos consejos sobre la preparación y te contaremos algunas anécdotas que quizás no conozca.

Ragù – Il piatto della domenica!

Quando verso la fine del ‘700 si legge, per la prima volta in Italia, la parola ragù (senza dubbio dal francese ragoût) in un libro di cucina, ci si riferisce alla preparazione di un piatto più simile a uno spezzatino. Era un secondo, praticamente. L’incontro tra questo sugo concentrato di carne e i maccheroni si affermerà solo nel secolo successivo e succederà prima a Napoli e poi a Bologna. Anche se la variante più conosciuta all’estero è sicuramente quella bolognese,  con la carne tritata e non intera, usata anche per lasagne e cannelloni, il ragù napoletano vanta una storia e una fama molto importante nella gastronomia italiana. Di seguito le due ricette a confronto e la poesia di Eduardo de Filippo sulla sacralità di questo sugo. Leggenda vuole che questo sugo debba cuocere a fuoco lento per almeno 5/6 ore…

Pizza – Che sabato è senza di lei?

È di sicuro il piatto italiano più conosciuto e amato, in patria e all’estero. Alcune versioni primitive della pizza si attestano già nel neolitico, ma è con l’arrivo in Italia del pomodoro, nel 1600, che comincia la storia moderna di questa prelibatezza pur senza mozzarella che si aggiungerà solo nel 1800. I re Borboni pare che l’apprezzassero molto la pizza napoletana e che la offrissero ai loro illustri ospiti nei banchetti alla reggia di Capodimonte. 

La storia narra che nel 1889, in occasione della visita a Napoli dei sovrani d’Italia, re Umberto I e la regina Margherita, Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla mastunicola (manteca de cerdo, queso, albahaca), la pizza alla marinara (tomate, ajo, aceite, orégano) e la pizza margherita (tomate, aceite, mozzarella, orégano), realizzata appositamente per la regina con i colori del tricolore italiano. Guardate questo video e capirete quanto tempo serve per gustare una pizza deliziosa…

 

Pasta fatta in casa – C’è qualcosa di più italiano?

Prima di tutto specifichiamo che la pasta fresca non è necessariamente quella all’uovo. Può essere quella ottenuta da un impasto di uova e farina di grano tenero o da semola rimacinata di grano duro e acqua (come per le orecchiette, ad esempio). Quella della pasta in Italia è una tradizione antica e ogni regione, nei secoli, ha elaborato nuovi condimenti e formati. Oggi si conta che sulle tavole italiane circolino oltre 300 formati di pasta. Vi sveliamo la ricetta dell’impasto perfetto per delle squisite tagliatelle all’uovo fatte in casa, senza fretta…

Zucchine alla scapece – Eredità spagnola…

Sono un piatto estivo davvero delizioso, ideale come contorno o da mettere nei panini dei pic nic. Il procedimento è semplice: si tagliano le zucchine a rondelle, si friggono (non si scolano più di tanto) e poi si mettono in un contenitore a riposare, almeno un giorno, condite con aceto di vino bianco e menta fresca. La curiosità che forse nemmeno tanti italiani sanno è che “alla scapece” non significa “fatte secondo la ricetta di un certo signor Scapece”, ma viene dalla parola spagnola escabeche che come ci spiega la Real Academia Española è un adobo que se hace con aceite frito, vino o vinagre, hojas de laurel y otros ingredientes, para conservar y hacer sabrosos los pescados y otros alimentos. Che faccia parte dell’eredità borbonica anche questa ricetta?

Pesto – Una ricetta da Campionato Mondiale

Metti in bocca una forchettata di trofie al pesto e sei immediatamente in Liguria. Non è esattamente così se questa meravigliosa salsa verde esce dal barattolo comprato al supermercato. Lo facciamo tutti, anche in Italia, la maggior parte delle volte. Ma ora che abbiamo più tempo e cominciamo ad avere foglie verdi e profumate di basilico sui nostri balconi, perché non lo prepariamo in casa? Gli ingredienti sono pochi e molto conosciuti (albahaca genovesa, ajo, piñones, parmesano y pecorino rallados), ma i due segreti che trovate qui sotto forse vi regaleranno quel tocco in più e magari vi permetteranno anche di partecipare al  prossimo Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio…

Spaghetti alla carbonara – Guai a mettere la panna!

È vero, c’è chi dice che lo spaghetto non sia totalmente italiano, ma che venga dall’Oriente. Non vogliamo accendere questo dibattito, ma di sicuro, è innegabile che Roma sia la capitale dei famosissimi spaghetti alla carbonara. 

Ogni italiano all’estero si è trovato, almeno una volta nella vita, a combattere contro quell’ingrediente così fastidioso e blasfemo per noi in questo piatto: la famigerata panna! 

In realtà, durante le mie ricerche, ho scoperto che la ricetta nasce negli anni della seconda guerra mondiale con alimenti in dote ai soldati americani in Italia: bacon, rosso d’uovo in polvere, crema di latte e formaggio. Pazzesco! C’era la panna!

La ricetta ha poi subito cambiamenti importanti, decisamente in nome del gusto: il guanciale al posto del bacon, rosso d’uovo fresco, pecorino e…basta! 

In questo caso non ho scelto un piatto che richiede lunghi tempi di preparazione, ma ho voluto rendere omaggio alla semplicità di ricette che hanno bisogno di cura  a monte, nella scelta degli ingredienti, per essere delle vere coccole per il palato.

Fiorentina – ATTENZIONE: non è adatta ai vegetariani!

Molto probabilmente tutto quello che chiamiamo fiorentina fuori Firenze è semplicemente una grande bistecca di manzo! Specifichiamo subito che la vera fiorentina è carne bovina di razza Chianina. È un taglio che conserva l’osso e che ha un peso che va tra i 750 e i 1,250 grammi, con uno spessore minimo di tre dita. Si cuoce al massimo per 5 minuti a lato, in modo che l’interno risulti “al sangue”. Si aggiunge solo sale grosso a fine cottura. In questo caso il tempo che dobbiamo avere a disposizione è quello per riuscire a finirla tutta… è una sfida molto piacevole, magari in compagnia di un bel bicchiere di Chianti.

Arancini o arancine – Quando la grammatica entra in cucina…

Fuori dalla Sicilia è più frequente la parola arancini, ma se iniziate una conversazione con gli amici siciliani, magari provenienti da città diverse dell’isola, vi accorgerete subito che la questione grammaticale tra maschile e femminile a proposito di questa specialità gastronomica scalda gli animi e riaccende simpatiche rivalità storiche tra province, varianti moderne e ricette tradizionali. È un piatto anche questo che va cucinato senza fretta e con tanto amore. Rileggete la storia che abbiamo descritto tempo fa… avete già deciso, voi, se dire arancino o arancina?

Pastiera – Ed è subito festa.

Durante questa quarantena abbiamo festeggiato la Pasqua e di sicuro su molte tavole sarà arrivata lei… la regina di tutti i dolci: la pastiera. Normalmente si fa una sola volta l’anno perché è davvero una ricetta che richiede dedizione, amore e voglia di stare con le mani in pasta. Vi riproponiamo qui la video ricetta della nostra versione, così se vi va, oltre alla sua storia ne potrete conoscere anche il sapore.

Tiramisù – Altro che viagra!

Pare che tiramisù sia la quinta parola italiana più conosciuta al mondo. Di sicuro è il nostro dolce più famoso e amato. Una leggenda racconta che fu inventato a Treviso, tra 1700 e 1800, dalla proprietaria di una casa di piacere. Si dice che i poteri afrodisiaci di questa ricetta fossero in grado di “tirare su”, quindi di ricaricare di energia, i frequentatori della casa di piacere a fine serata, tanto da renderli capaci di adempiere anche ai doveri coniugali una volta tornati dalle mogli.

Gli ingredienti calorici e la facilità di preparazione sembrano accreditare questa storia. In questo caso, mentre si assapora, il tempo sembra rimanere sospeso…