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#Sanremo2019: le pagelle dei duetti

I duetti. La quarta serata del festival ha visto sul palco dell’Ariston le esibizioni dei cantanti in gara accompagnati da amici big. Una serata che negli anni e nelle varie edizioni del Festival si è alternata con quella delle cover. C’è da dire che le cover spesso rafforzavano la presenza in gara dell’artista (così andò per Nek quando presentò “Se telefonando” di Mina e poi si piazzò al secondo posto) e magari venivano inserite nei dischi in uscita subito dopo il Festival.

I duetti dall’altro canto consentono di risentire ancora una volta la canzone in gara ma sotto un altro punto di vista.

Ma veniamo alla serata di ieri. L’unico ospite è Luciano Ligabue che riesce a superare l’insidioso test di questi siparietti un po’ stupidi che costellano tutte le serate di questa 69esima edizione (a questo punto forse è un problema di autori). Gioca con Baglioni, duetta con lui nell’omaggio a Francesco Guccini e trasforma l’Ariston in un’arena rock.

 

Ecco le pagelle dei duetti:

1 Mila, Shiro e Cristina, ah no pardon Cristina D’Avena con Federica Carta e Shade voto 5 giusto per il cappello super stiloso di Cristina;

Nada con Mottasi riveleranno essere i vincitori della serata premiati da una giuria speciale. Non siamo molto d’accordo con la giuria. Il nostro voto è 6 1/2, con Nada va molto meglio, perlomeno c’è qualcuno che canta;

3 Noemi con Irama voto 7. Canzone a nostro avviso un po’ esagerata. Il testo pretenzioso e anche lo svolgimento;

4 Giovanni Caccamo con Patty Bravo e Briga6+ molto molto meglio e forse la voce di Patty si sarebbe intonata di più con quella di Caccamo;

5 Enrico Ruggeri e Roy Paci con Negrita il sound è quello solito dei Negrita voto 5 1/2 solo per la bella presentazione degli artisti che ha fatto Claudio Bisio, in particolare quando ha parlato delle due vie del rock che si sono unite. Ecco il voto è più per la bella frase di presentazione che per il resto;

6 il violinista Alessandro Quarta con Il Volo. Violinista magnifico, ha davvero incantato tutti. Se si potessero soltanto ascoltare alla radio trascendendo da quegli atteggiamenti un po’ antipatici dei tre tenorini il voto sarebbe 10 ma purtroppo 7;

7 Tony Hadley e le coreografie dei Kataklò con Arisa, 10+. Allegra, divertente, energica in queste sere è riuscita a svegliare la gente a casa assopita sul divano;

8 Gué Pequeno con Mahmood, mai si è sentito così tanto parlato o rap come quest’anno! La canzone è carina 7;

9 Diodato e Calibro 35 con Ghemon è quella canzone che ti entra nel cervello e non ti abbandona più forse un duetto con un esorcista sarebbe risultato più utile 4;

10 Bungaro, Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con Francesco Renga. Bello ma non balla (come direbbe mia nonna) 6 1/2;

11 Fabrizio Moro con Ultimo. Caro Moro va bene urlare di rabbia in una canzone di denuncia, ma anche quando si tratta di amore è necessario? Troppo! 6 1/2;

12 Neri Marcorè con Nek momento poetico, la recitazione di Neri ha aggiunto un tocco di classe alla canzone ed enfasi al messaggio 7;

13 Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano con BoomDaBash, canzone molto carina ma il duetto non aggiunge niente, 6 1/2 per i bambini;

14 Brunori Sas con The Zen Circus: Brunori ha fatto veramente bene a questa canzone, ha reso l’esibizione più elegante e ancora più incisivo il testo 8;

15 Beppe Fiorello con Paola Turci 6 per la canzone ma l’esibizione in sé non convince;

16 Syria con Anna Tatangelo: avevamo perso le tracce di Syria dagli anni ’90. Le due voci sono molto belle e raffinate peccato per la canzone. Se la Tatangelo avesse cantato una sua canzone di 10 anni fa non se ne sarebbe accorto nessuno, 6;

17 Jack Savoretti con Ex-Otago:  7 carini, orecchiabile, si canta già dopo il secondo ascolto;

18 Paolo Jannacci e Massimo Ottoni con Enrico Nigiotti voto: 9 deh! Canzone genuina, emoziona tutte le sere;

19 Irene Grandi con Loredana Bertè, forse ci aspettavamo di più da queste due signore del rock. Voto 8;

20 Manuel Agnelli conDaniele Silvestri una performance che è stata teatro e musica, con tre generi musicali diversi uniti dal parlato di Daniele Silvestri. Le sue sono parole di ferro 8;

21 Biondo e Sergio Sylvestre con Einar: carini 6 1/2;

22 Ermal Meta con Simone Cristicchi a vedere le loro facce sembrano febbricitanti ma comunque resistono per tutta la durata dell’esibizione senza svenire. La canzone osannata da molti sembra un po’ paracula (si può dire?). Sì un po’ ruffiana, i violini a comando e la poesia spot ,7;

23 Sottotono con Nino D’Angelo e Livio Cori, anche i Sottotono li avevamo lasciati negli anni ’90! Per loro 6 – – buona l’intenzione;

24 Morgan con Achille Lauro un 5 di incoraggiamento. Quelli che devono fare gli alternativi a tutti i costi non ci piacciono molto.