Italia y España, un amor verdadero

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Italia e Spagna, un amor verdadero

 Il legame che unisce i due paesi è più solido e consolidato che mai. Sono sempre stati tanti, e continuano a esserlo, gli studenti italiani che decidono di partecipare al progetto Erasmus e di scegliere, per farlo, un’università spagnola. Lo stesso vale per i numerosissimi studenti spagnoli attualmente presenti negli atenei italiani.

Molto spesso scegliamo di attraversare il Mediterraneo anche per le vacanze estive, possiamo farlo con voli economici ormai presenti in tutti i nostri aeroporti, ma anche in nave o in macchina. Evidentemente ci sentiamo molto simili, ci facciamo simpatia a vicenda. Abbiamo di sicuro secoli di storia che ci uniscono e due lingue sorelle, tante tradizioni e abitudini simili, ma quando ci conosciamo un po’ meglio scopriamo che anche le differenze ci piacciono. Come in ogni grande storia d’amore.

Vorremmo che a raccontarvi di questo bel rapporto tra Italia e Spagna fossero due nostri amici, Carmen, spagnola doc sposata con un ragazzo italiano e mamma di due splendide bambine italo spagnole, e Marco palermitano purosangue che ormai vive in Spagna da più di 5 anni, papà di una dolcissima bimba italo colombiana.

 Carmen Pujante Segura: el viaje de mi vida

Por fin me decido a compartir algunas ocurrencias con esta suerte de familia italo-española “acquisita” y no lo podía hacer sino en un momento de transición: el ínterin de un viaje, en concreto, el de ida desde España a Italia. Porque, al fin y al cabo, el viaje no lo conforman el punto de partida y de llegada, sino el proceso, el trayecto, el “percorso”, con todos los sentimientos e ideas que se van despertando durante ese tiempo que es “imperfectus”, no acabado. En realidad, esos dos puntos no varían, solo se intercambian: la salida se efectúa desde el lugar que seguramente después se convertirá o se trastocará en el de llegada. Los horizontes se verán desde otra perspectiva, pero la variación o la metamorfosis realmente se produce en ese entretanto itinerante del trayecto, que siempre es presente y mutable, del mismo modo que ese trayecto es siempre diverso.

Cuando realizo el trayecto España-Italia-España (que, quién me lo diría en aquel primer viaje como adolescente (y) turista hace casi veinte años, se ha convertido en una costumbre vital y familiar), lo que verdaderamente siento como cambiante es el proceso del viaje: sé adónde voy y de dónde vengo, pero me siguen sorprendiendo (cuando logro cierto distanciamiento) mis expectativas y ansias, mis apetencias y “desapetencias”, mis recuerdos y olvidos, mis antojos… y no sólo los gastronómicos. Porque no es lo mismo venir en primavera que en otoño, por vacaciones estivales que por navideñas, por ocio que por negocio, sola que acompañada, en avión que en coche…

En la transición se producen mezclas e interferencias (como las de antes por teléfono) que, por ejemplo, en el escenario del avión se sienten bien: familias italo-españolas de diferente cariz se mezclan con turistas ilusionados y ansiosos, conversaciones bilingües se alternan con otras en los dos idiomas a la vez o con algún intento de chapurreo, coincidencias personales e incluso profesionales que en otro momento y lugar hubieran parecido impensables… Y no faltan esos temas que ya se han convertido en tópicos entre españoles e italianos: aunque las comparaciones no dejen ser odiosas, no nos podemos resistir a comparar la gastronomía, las ciudades, la historia, la política, las gente. Nuestras similitudes parecen que nos alejan y nuestras diferencias que nos acercan.

Aunque ya las haya interiorizado o naturalizado, afortunadamente no deja de maravillarme el hecho de hablar desde Italia con mi familia en español o a la inversa, de sentirme un poco de otro país por sangre o por derecho o por sentimiento, de adoptar en mi día a día costumbres antes ajenas. Pero entonces me doy cuenta de que mi vida es una transición continua, o sea, de que mi vida también es un viaje.

Y el viaje es distinto cada vez, como yo.

Marco Romano: tra Valladolid e Murcia passando sempre per Palermo

La Spagna è un paese che nella mia vita adulta ha significato e significa tanto. Tutto nasce dalla mia passione per le lingue straniere e dal mio percorso universitario. E sono due le tappe fondamentali che mi legano a los españoles. Ma non sono le uniche. I momenti in cui mi sono recato in Spagna, anche se solo in viaggio, sono molti di più di quelli che potrei raccontarvi con queste righe.

Dicevo quindi, due tappe fondamentali: Valladolid 2009/2010 e Murcia 2015/oggi. Due date che segnano indelebilmente la mia vita e che hanno un significato importante.

Settembre 2009: partenza da Palermo la notte prima del mio 27esimo compleanno. Si va in Erasmus. La mia valigia piena delle immancabili conserve di salsa fatte in casa e di tante aspettative. Inizia un anno fantastico: per la prima volta vivo da solo, lontano da casa, per 9 mesi e mi immergo in un’altra cultura. Il tempo di trovare un alloggio, ambientarmi all’ università, seguire le lezioni e arriva lui, l’inverno. Nel pieno nord della Spagna, il capoluogo di regione della Castilla y León, Valladolid (o Valladoliz, come agli autoctoni piace tanto pronunciarlo) ti osserva, austera, con il suo freddo secco e pungente, la sua nebbiolina. Ma è anche capace di regalarti tanti sorrisi, tanto botellón, tanti porrones. È capace di mostrarti il suo lato più frivolo e la vita universitaria. È tutto un tourbillon di emozioni, tra eventi, serate interminabili, conoscenze, lingue straniere, viaggi, sentimenti, incontri e scontri. È anche i vini del Duero, il Rio Pisuerga e il Rio Esgueva, la rana di Salamanca, i ponti romani di Ávila e Palencia. È stringere delle amicizie che rimarranno per sempre.

Marzo 2015: si parte per Murcia, la valigia è ovviamente sempre piena di conserve, ma le aspettative e le consapevolezze sono ben altre. Si prova a costruire un futuro diverso, una storia nuova; si prova a scrivere un nuovo inizio. Nel 2009 la partenza fu in direzione nord-ovest, stavolta invece, si va dal lato opposto, direzione sud-est, verso il mare, verso la costa. E allora in marcia, alla conquista dell’ennesimo titolo universitario e successivamente, dopo un mese mi sposo con la colombiana de mi corazón  e dopo circa 6 mesi…un lavoro! Trovo un lavoro a Murcia! Chi l’avrebbe mai detto? A Murcia, la caldissima Murcia, quasi arida, pure troppo. Così troppo che batte pure la mia Palermo. Con il suo pulpito, la marinera, los chipirones (loh chipironeh, murcian accent rules), con la sua huerta, Murcia capitale, tutta la regione e la Costa Cálida ti abbracciano forte forte e ti invitano a restare. Il Mediterraneo è a un passo, in 20 minuti d’ auto sei a San Javier, in 35 a Cartagena e Cabo de Palos. E proprio a Cabo de Palos, nel mare, rivedo i colori di Mondello e sopratutto d’estate mi piace sapere di poter respirare l’aria salmastra; è proprio qualcosa di irrinunciabile per un isolano come me.

Insomma ragazzi (o picciotti, fate voi), non posso fare altro che dirvi che vale la pena visitare la Spagna. Vale la pena venire a scoprire se i punti in comune con il nostro paese sono davvero tanti come pensiamo.

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