Fiesta de Halloween en el corazón de la Toscana, el famoso Puente del Diablo

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Un’ingegneria perfetta tanto da far nascere il sospetto che dietro il suo disegno ci fosse una mano non umana. È il fascino che da mille anni sta dietro al Ponte della Maddalena o Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano nella provincia di Lucca, nella zona della Garfagnana. Un passaggio fondamentale nel Medioevo per attraversare il fiume Serchio e arrivare alla via Francigena. Poco dopo aver superato Lucca e prima di immergersi nelle dolci curve della Garfagnana si incontra questo particolare ponte con la sua caratteristica arcata appuntita, tanto che riflesso nel fiume ottiene quasi un cerchio perfetto. Qui la storia si mischia con la leggenda. 

Il nome deriverebbe infatti proprio dalla sua costruzione. Si narra che il muratore incaricato a erigere il ponte fosse molto indietro sui lavori e la notte prima della consegna si fosse seduto in lacrime sulla sponda del fiume. Gli apparve il demonio che gli offrì il suo aiuto a patto che gli fosse consegnata l’anima di chi avesse attraversato il ponte per la prima volta. Così fu. L’opera fu completata in una notte e l’operaio corse a chiedere aiuto al sacerdote del paese per rimediare all’accordo preso. Insieme decisero di far attraversare il ponte da un maiale, in alcune storie si legge da un cane, e Satana capito l’inganno si sarebbe buttato nel fiume proprio dal ponte. 

Non è un caso che il ponte e il paese di Borgo a Mozzano siano da anni scenario di una delle feste di Halloween più famose d’Italia.

Dopo la visita al ponte, la gita in Garfagnana può proseguire con delle passeggiate nel bosco in uno dei tanti sentieri segnalati lungo la strada oppure si può scegliere di fare più tappe alla scoperta dei vari borghi che si incontrano. Assolutamente da non perdere è la grotta del vento, tenendo ben presente che l’intera visita però dura ben tre ore e che la strada per arrivarci in macchina è molto tortuosa. Posti magici soprattutto d’autunno quando i colori del bosco sono più intensi. Se si visita questa zona nei mesi autunnali ci sono due cose a cui non si può assolutamente rinunciare: una porzione di funghi fritti e una fetta di castagnaccio. 

Il castagnaccio: il dolce dell’autunno

Un plato típicamente otoñal que se obtiene cocinando una mezcla de harina de castaña, agua, aceite de oliva virgen extra, piñones, pasas y romero en el horno. Lo ideal es acompañar un trozo de castagnaccio con un poco de ricotta (un queso fresco muy similar al requesón), miel de castaño y vin santo (vino dulce). El Castagnaccio es un plato pobre en el verdadero sentido de la palabra, muy extendido en las zonas de los Apeninos, donde las castañas siempre han sido la base de los alimentos de las poblaciones campesinas. Según lo que leemos en el «Comentario sobre las cosas más notables y monstruosas de Italia y otros lugares», de Ortensio Landi (Venecia, 1553), parece que el inventor del castagnaccio fue un cierto Pilade de Lucca nacido en la homónima ciudad toscana.

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