Prima serata di #Sanremo2020, le polemiche non si placano, ma c’è anche tanta musica

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Dopo le polemiche, vince il perbenismo. Ed è quasi peggio. Il tema della prima serata del Festival di Sanremo è stato, senza dubbio, la violenza sulle donne. Un messaggio forte per un palco importante. La nota stonata è il come è stato affrontato il tema. La storia umanamente tremenda della giornalista Rula Jebreal viene raccontata dalle sue stesse parole, confrontate con quelle di maestri della musica italiana, uomini. L’obiettivo è rispondere alle accuse di sessismo con la difesa dei contenuti. L’occasione sprecata è non aver colto l’occasione di un comportamento moderno e attivo optando per la banalità e la pesantezza. Il monologo è stato anticipato dal “prof.” Amadeus salito in cattedra per presentare, agli “alunni indisciplinati”, un momento importante. Rula è una forza, un simbolo vivente, la sua sola presenza potrebbe bastare. Racconta la storia della sua famiglia, intervallata da strofe di canzoni d’amore e protezione rivolte alle donne. Noioso e pesante, nonostante l’intento, anche per chi ha a cuore il tema. Sono lontani i momenti del festival diretto da Baglioni dove i contenuti erano supportati dalla poesia. Parliamo di musica, forse è meglio…

La musica e la gara

Un inizio rock pop con l’esplosiva Irene Grandi e la sua Finalmente io, perfettamente cucita su di lei da Vasco.  Secondo artista a salire sul palco dell’Ariston, Marco Masini, veterano di Sanremo, mette la sua vita nel brano impeccabilmente suonato al pianoforte e intitolato Il confronto. È la volta di Rita Pavone, una bomba musicale con i suoi 74 anni e con una voce roca che però purtroppo non è abbastanza per il giudizio della giuria demoscopica che la piazza tra le ultime posizioni. La rivelazione della serata è senza ombra di dubbio Achille Lauro, che sconvolge il pubblico in teatro e quello a casa per il suo outfit da «divina» pop star con i lustrini; centro di polemiche e allo stesso tempo di apprezzamenti, il testo della canzone portata a Sanremo narra di un amore tossico, Me ne frego. 

Parole forti, note che arrivano dritte come lame al cuore e un’eleganza e una pacatezza che spostano l’attenzione su quello che veramente conta in quel momento, ovvero il valore del testo che si sta cantando, Diodato con la sua Fai rumore incanta l’Ariston e il pubblico, guadagnandosi un terzo posto nella classifica di ieri sera. 

Ottima performance quella de Le Vibrazioni, che con il pezzo Dov’è, che si discosta un tantino dal loro precedente repertorio e con l’inserimento del linguaggio dei segni nell’esibizione, stupiscono, coinvolgono e piacciono. Anastasio, con la sua Rosso di Rabbia parla della capacità di sconfiggere le proprie paure, quei mostri che ognuno porta dentro di sé e il sentimento della rabbia che viene descritto nella sua potenza distruttiva, mentre altre volte fa in modo che le cose cambino. Giovane e musicalmente debole in confronto agli altri colleghi.

Elegantissima in un mini vestito Versace, Elodie porta sul palco di Sanremo una canzone, Andromeda, scritta per lei da Mahmood e che piace per ritmo e varietà di registro. Performance un po’ deludente quella di Bugo e Morgan che cantano Sincero spiegando che è questo il modo in cui è nato il loro rapporto, in maniera… sincera. 

Alberto Urso, Il sole ad est, impeccabile tecnica vocale, ma esibizione poco incisiva. 

Lo sappiamo entrambi è la storia di un amore finito cantato da Riki per la prima volta sul palco sanremese, ma che rappresenta già una promessa dello scenario pop italiano. 

Conclude la serata dei big, Raphael Gualazzi, che riesce a riaccendere gli animi del pubblico con la sua Carioca, una fusion tra jazz, salsa e stile anni 70 che dà una boccata d’ aria fresca anche all’una di notte e a un passo dalla fine della prima serata del Festival.

Stasera sul palco Tiziano Ferro che duetterà con Massimo Ranieri.  I Ricchi e Poveri al completo, Gigi D’Alessio 20 anni dopo Non dirgli mai e Zucchero.

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