¿Eres un
apasionado
de Italia?

Finezza e jamón

La prima volta che entrai in un bar spagnolo temetti che un prosciutto, uno di quelli delle infinite schiere appese al soffitto, mi piombasse in testa. Per uno che cerca un caffè, possibilmente buono, non è la migliore premessa. Poi c’è il caffè stesso, lunghissimo, sgradevole, straripante di caffeina… un martirio, insomma.

Un italiano lo deve sapere: in un bar spagnolo è meglio ordinare una tostada, olive, birra, prosciutto (iberico o no: sono tutti buonissimi)… Il caffè è meglio comprarlo in una tienda  (italiano, portoghese, ma non spagnolo eh?) e farselo a casa, con una caffettiera tradizionale.

Poi, si potrebbe parlare della socialità… La politica è meglio lasciarla a chi si vuole distruggere definitivamente il fegato, già messo a dura prova dallo Jerez, Manzanilla o gli altri ottimi vini della penisola.

Lo spagnolo è molto socievole e con un italiano s’intende. Una certa cultura “progressista” tende a criticare costantemente l’Italia e gli italiani; ma, fortunatamente, si tratta di un’ipocrita fuoco di paglia. Perché l’Italia e gli italiani piacciono; e piacciono a tutti, di qualunque cultura e classe.

Io mi trovo bene. Passeggio con serenità, commento i fatti di cronaca o le bizze del tempo con i passanti. Loro mi sorridono, mi rispondono. Notano il mio accento e, per pudore, si astengono dal chiedermi di che parte d’Italia sono. Non è bello?

C’è maggiore riservatezza, anche tra amici di tutta la vita. Questo ha vantaggi e svantaggi, ma devo ammettere che a volte ne soffro, perchè non capisco, non posso capire, fino a che punto sono in sintonia con certe persone che conosco ormai da tempo…

È un mistero spagnolo. Come in Italia, più che in Italia, il mistero la fa da padrone. Lo spagnolo, giustamente, ha rinunciato fin da bambino a tentare di capire cosa sia la vita.

Già: la vida es sueño, mentre le ingiustizie e le prevaricazioni proliferano. E in Italia no?

La lingua ha la stessa distanzadall’italiano che uno dei nostri innumerevoli dialetti. È una bella lingua,poetica, sonora, vigorosa. Il suono della j è un’impresa per l’italiano, ma unadi quelle che valgono la pena.

“Manca finezza”, come disse una volta un nostro famoso politico gobbo? Nella misura in cui da noi eccede, come osservò un modesto giornalista. Sì, perché in Spagna l’umiltà del cittadino supera di molto, in saggezza, la pretesa sabiduria dell’intellettuale (o supuesto tal). Il resto, quello che conta, è il divertimento, la marcha: toccategli quello e lo spagnolo s’incazza davvero, sovverte i governi e punisce. L’italiano s’arrabbia per ragioni di principio sui quali lo spagnolo ironizza: il principio non si mangia e non si beve, perchè calentarse la cabeza? Meno caffè e più churros con chocolate!