Cuando salga la luna nueva, la de San Juan… si prepara l’acqua di rose

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Niña Pastori – Amor de San Juan

 

Il 23 giugno, la notte che precede la nascita di San Giovanni Battista, è da sempre una notte di riti propiziatori e purificatori. Una notte magica legata al solstizio d’estate, che segna l’inizio della nuova bella stagione e il massimo splendore della natura.

In questa notte speciale, mia nonna preparava sempre l’acqua di rose. Era un rito che seguiva fin da piccola. L’acqua di rose, preparata la sera del 23 e lasciata riposare per tutta la notte all’aperto, sul terrazzo o sulla finestra, al chiar di luna,  era un’acqua di bellezza e di prosperità.

Si legge che l’acqua di San Giovanni, grazie alla forza sprigionata dai fiori, sia in grado di proteggere i raccolti e scongiurare le avversità.

Mia nonna parlava solo di bellezza, forse per semplificare la storia a noi bambine, ma forse anche perché esser belli, ma soprattutto sentirsi tali, toglie già un sacco di problemi alla vita quotidiana. Dopotutto a un’acqua, seppur magica, non si potevano chiedere troppi miracoli e questo ci sembrava già sufficiente.

La sera del 23 raccoglieva in giardino, insieme a me e mia sorella, i petali delle rose più belle. Un’esplosione di colori che, leggeri e profumati, adagiava in una bacinella piena d’acqua appoggiata sul davanzale del terrazzo.

La magia si compieva durante la notte, mentre dormivamo, con la luna che illuminava la pozione e la rugiada che mischiava i colori e i profumi delle rose coltivate con tanto amore.

Si dice infatti che durante la notte di San Giovanni cada la rugiada degli Dei, che dona una particolare forza a piante e fiori. Il solstizio d’estate sarebbe la porta attraverso la quale gli Dei farebbero passare i nuovi nati, sotto forma di rugiada.

L’usanza popolare aggiunge alle rose anche altre erbe dalle proprietà terapeutiche e propiziatorie. Insieme alle rose si può aggiungere iperico,  lavanda, artemisia, malva, menta, rosmarino e salvia, ma anche fiordalisi, papaveri, camomilla e tutti quei fiori e erbe che un giardino, ma anche un qualsiasi spazio verde, può offrire.

Noi usavamo solo le rose, ma questo bastava a farci trovare, la mattina del 24, un’acqua fresca e profumata. Con quest’acqua bisognava lavarsi il viso e rinfrescarsi dalla calura dell’estate e dall’intorpidimento del sonno. La pelle sarebbe diventata più bella e luminosa e anche noi saremmo diventate più belle.

Quest’anno, dopo anni che non seguivo più questo rito, la sera del 23 sono andata in giardino, lo stesso dove scendeva mia nonna, e ho scelto le rose più belle, ho preso qualche fiore dalla lavanda piantata a primavera e due o tre foglie di menta dalla pianta che è nata spontanea e rigogliosa in una aiuola dimenticata. Il 24 mattina, per San Giovanni, mi sono lavata il viso con quest’acqua che mi è parsa subito fresca, pulita e piena di ricordi belli. Un momento di magia che ha reso speciale una giornata che altrimenti sarebbe stata afosa e faticosa come tante altre.

La noche de San Juan en España