17 de enero, Día Mundial de la Pizza

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on email

Ma tu vuliv ‘a pizza, ‘a pizza, ‘a pizza!” 17 de enero, día de la pizza. Patrimonio de la Humanidad y símbolo de Italia en el mundo.

Es uno de los platos más representativos del made in Italy. Es patrimonio de la UNESCO desde 2017 y ha alcanzado una facturación anual de 15 mil millones. El éxito de la pizza y su capacidad de saber unir Italia entera y también el mundo, en nombre de la buena comida. 

Hoy se celebra su Día Mundial, pero ¿cómo surgió la idea de este homenaje y por qué se celebra precisamente el 17 de enero?

La celebración nació de la voluntad de la Asociación Verace Pizza Napoletana y otras empresas del sector, para celebrar y proteger cada vez más una tradición emblemática de la gastronomía italiana. La elección del 17 de enero se debe a una antigua costumbre: parece que en esa fecha los pizzaioli (cocineros de la pizza) napolitanos cerraban sus actividades para cogerse un día libre, reunirse y encender un fuego de agradecimiento para su santo patrón, Sant ‘Antonio Abate.

Ormai è uno degli indiscussi simboli della città di Napoli, e uno dei pochi che nel tempo è stato sempre più associato all’intero Paese Italia, piuttosto che solo alla sua città d’origine.
Ogni 17 gennaio si festeggia la Giornata Mondiale della Pizza, riconosciuta dall’Onu per omaggiare l’arte della pizza del mondo. Naturalmente la scelta di tale data non poteva essere affatto casuale: questo è infatti il giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, da sempre a Napoli protettore dei fornai e dei pizzaioli.
Nonostante nei decenni ne siano state proposte e apprezzate tantissime gustose varianti (altre, invece, molto meno amate dai napoletani), la regina resta e resterà sempre la famosa Margherita, a cui va anche il primato di vendite in Italia. Facciamo perciò un passo indietro e ricordiamo come nasce questa semplice prelibatezza.

La storia più diffusa in merito alla sua origine è quella di cui tutti avrete forse già sentito parlare: era il 1889 quando il pizzaiolo Raffaele Esposito fu convocato a corte dai reali d’Italia, Umberto I di Savoia e sua moglie Margherita, proponendo tre varianti di pizza da lui ideate. Per omaggiare la regina che espresse preferenza per quella con i colori d’Italia, decise di chiamarla con il suo nome. Quella fu, dunque, la prima pizza Margherita.
Non tutti sanno, però, che la fondatezza di tali eventi non è del tutto riscontrata, dal momento che molte sono le testimonianze scritte precedenti quel periodo in cui si parla già di una «pizza con quegli stessi ingredienti (pomodoro, mozzarella e basilico)». Non possiamo dire con certezza quale sia l’anno della sua nascita, ma senza dubbio il nome è nato a Napoli. E proprio a questo piatto la città deve una parte della sua fama nel mondo!
Non esiste turista che non si conceda almeno un pranzo o una cena a base di pizza: perché, si sa, l’impasto napoletano differisce molto da quello prodotto in altre parti d’Italia o d’Europa.
A prescindere dal gusto personale di ognuno di voi, se mai verrete nel capoluogo partenopeo avrete davvero l’imbarazzo della scelta, per quanto numerosi siano i luoghi storici e di qualità dove poterla assaporare.

Di seguito vi riportiamo la lista di pizzerie napoletane storiche che abbiamo testato per voi in prima persona, tra quelle che meritano senza dubbio un plauso (l’ordine è casuale e non di preferenza):
Da Michele in via Cesare Sersale, 1/3. È il tempio sacro della pizza per i napoletani: un piccolissimo locale in cui la cura dell’estetica viene sostituita dalla massima attenzione agli ingredienti. Solo due le varietà tra cui scegliere: Marinara e Margherita.
Sorbillo in via dei Tribunali, 32. È forse il nome più celebre all’estero: ottima pizza in cambio di lunghe file all’ingresso.
Dal Presidente in via dei Tribunali, 120. Il suo cavallo di battaglia è senza dubbio la pizza fritta.
Di Matteo in via dei Tribunali, 94. Ha visto sedere ai suoi tavoli molti personaggi famosi, tra cui il presidente americano Bill Clinton in visita a Napoli nel ’74.
50 Kalò di Ciro Salvo in piazza Sannazaro, 201/c. Molto più “giovane” e di lusso rispetto alle precedenti pizzerie del centro storico, sia in termini di prezzo che location. Un’alta qualità che si percepisce a ogni assaggio.

Accanto a queste, ne segnaliamo altre che godono di altrettanta fama e che vi faranno addentrare anche in quartieri molto più “colorati e informali” di Napoli:
  Starita in via Materdei 27/28.
 Lombardi in via Foria, 12/14.
De’ Figliole in via Giudecca Vecchia, 39.
  Concettina ai Tre Santi in via Arena della Sanità, 7 Bis.