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#Sanremo2019: parte terza, le pagelle

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Il ritmo del terzo appuntamento di questo festival di Sanremo baglioniano si presenta nuovamente lento e poco divertente.

Ecco gli ospiti di ieri sera: Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Raf, Umberto Tozzi oltre a Fabio Rovazzi, Serena Rossi e Paolo Cevoli.

L’unica degna di nota è stata la simpaticissima Ornella Vanoni, che con il suo fare svampito, comico e spalleggiando la Raffaele, è riuscita a far fare al pubblico due sane risate.

Ma passiamo alle pagelle dei concorrenti:

Il primo a esibirsi è stato Mahmood che con la sua Soldi non sbaglia una nota e conferisce un pizzico di divertimento all’aria di pesantezza che aleggia nei temi “tristi e distruttivi” di tutto il festival. Voto 8 per lui.

Arriva quindi Enrico Nigiotti,che canta la sua Livorno e incanta con il racconto delle differenze tra il mondo moderno e quello in cui ha vissuto il suo amato nonno scomparso.

Un mix di dolcezza e una voce dal timbro marinaresco, caratteristiche che rispecchiano il cantante in sé. Voto 9.

La terza performance è quella di Anna Tatangelo, dalla tecnica vocale impeccabile, ma un messaggio che non riesce ad andare molto oltre le emozioni. Voto 6 per lei.

È la volta di Ultimo, giovanissimo cantautore che si era aggiudicato Sanremo giovani l’anno scorso e che quest’anno sale sul palco da big, conquistandosi gli applausi del pubblico ancor prima che terminasse la canzone. Tema sentito e risentito, ma l’emozione negli occhi di questo ragazzo e la potenza del pezzo gli fanno meritare un bel 9.

Francesco Renga, dolce, dall’animo nobile, ha cantato meglio rispetto alla prima serata, ma ha purtroppo a fianco pezzi molto più incisivi del suo. Voto 7.

Irama, super favorito di questo festival, con l’armonia del coro alle sue spalle racconta una storia e la fa vivere al pubblico con un’intensità stupefacente, considerata la giovane età. Musicalmente il pezzo più bello del festival. Voto 9.

Patty Pravo e Briga, dopo l’imbarazzo della prima serata per la mancanza del pianista, ieri, tra una parte di testo dimenticata e qualche nota non presa benissimo, si può dire che la performance è stata migliore dell’ultima fatta. Voto 6.

Simone Cristicchi, il suo testo sussurrato e un arrangiamento in cui si percepiscono anche le più piccole frequenze di un armonico, lo fanno sbalzare fino a un podio che varia da serata in serata.  Un po’ incerto sugli acuti, ma si è meritato un bel 9.

Boomdabash, allegri, dinamici, con un pezzo che somiglia a un tormentone estivo. Per loro voto 6.

Motta vorrebbe essere la copia (non proprio riuscita) di Ermal Meta, ma il suo pezzo non raggiunge i livelli di quest’ultimo, anzi… Voto 5.

The Zen Circus sul palco hanno portato con loro due sbandieratori e due tamburini vestiti di nero e con elmetto in testa. Un misto di black block e nazisti. Il cantante ha una buona respirazione e due polmoni che reggono la denuncia della canzone a ritmo martellante. Voto 5.

Chiudono la competizione Nino D’Angelo e Livio Cori, molto affiatamento tra loro e una performance migliore rispetto alla prima serata; musica piacevole, testo così così. Voto 5.

 

Ecco i risultati parziali della terza serata:

ZONA BLU

  • Simone Cristicchi
  • Mahmood
  • Irama
  • Ultimo

ZONA GIALLA

  • Enrico Nigiotti
  • Motta
  • Zen Circus
  • Francesco Renga

ZONA ROSSA

  • Anna Tatangelo
  • Livio Cori e Nino D’Angelo
  • Boomdabash
  • Patty Pravo e Briga

 

Questa sera ci saranno i duetti e un po’ più di relax per i cantanti di questo festival.