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#Sanremo 2019: alti e bassi della prima serata di festival

Come ogni anno, l’inaugurazione del Festival della canzone italiana porta via 4 ore di programma, alla fine delle quali solo i più impavidi rimangono svegli per curiosare sulla prima classifica di queste 5 serate capitanate per la seconda volta (e speriamo sia anche l’ultima) da Claudio Baglioni, accompagnato quest’anno da Virginia Raffaele e Claudio Bisio.

La 69esima edizione si apre con un classico omaggio al presentatore, che canta “Via” insieme ai due co-piloti di serata con l’accompagnamento di una coreografia ripresa proprio dall’ultimo tour di Baglioni. Tutto fa pensare ad un altro festival/concerto del padrone di casa, ma invece, per fortuna, non è stato così.

Inizia la serata con un Bisio emozionato e una Raffaele un po’ impacciata, ma che a fine serata riescono a scovare la chiave per ritrovare un minimo di equilibrio a tratti comico, ma neanche tanto, e professionale allo stesso tempo.

Tralasciando il monologo di Bisio con varie citazioni a tutto il repertorio di Baglioni per giustificare l’ormai super affrontata discussione avuta con Salvini sul tema immigrazione, non commentando più di tanto le gag e gli sketch deludenti della Raffaele con Favino e l’omaggio riuscito veramente male al Quartetto Cetra con Santamaria e i presentatori al completo cantando Nella vecchia fattoria, l’arrivo di Giorgia ha lasciato tutti senza parole. Nel suo 25esimo anno di carriera, la grandiosa cantante ha dimostrato una tecnica vocale, una padronanza di palco, tanta emozione ed eleganza che poche artiste posseggono in Italia. Per Giorgia voto 10.

Altro riconoscimento positivo per Andrea Bocelli e il figlio Matteo che dopo il passaggio di testimone segnato da una giacca di pelle che il padre ha lasciato al figlio, in segno di buon auspicio per l’inizio della sua carriera, hanno allietato il pubblico sanremese con un momento di grande tenerezza, grazie anche alla dolcezza della canzone Fall on me, interpretata tra abbracci e sorrisi.

Ma passiamo ai concorrenti; i 24 partecipanti hanno presentato una varietà di canzoni tra lo stupore e il “questo è un tema sentito e risentito”, altalenando grandi big con lunghe carriere alle spalle a ragazzini appena nati nel mondo della musica che comunque si sono difesi dall’emozione di questa prima serata di Festival, nonostante un audio che non era proprio al massimo delle prestazioni, con un tono dei microfoni eccessivamente basso.

 

I concorrenti in gara sono:

Francesco Renga con «Aspetto che torni»
Livio Cori e Nino D’Angelo con «Un’altra luce»
Nek con «Mi farò trovare pronto»
Zen Circus con «L’amore è una dittatura»
Il Volo con «Musica che resta»
Loredana Bertécon «Cosa ti aspetti da me»
Daniele Silvestri con «Argento vivo»
Federica Carta e Shade con «Senza farlo apposta»
Ultimo con «I tuoi particolari»
Paola Turci con «L’ultimo ostacolo»
Motta con «Dov’è l’Italia?»
Boomdabash con «Per un milione»
Patty Pravo con Briga in «Un po’ come la vita»
Simone Cristicchi con «Abbi cura di me»
Achille Lauro con «Rolls Royce»
Arisa con «Mi sento bene»
Negrita con «I ragazzi stanno bene»
Ghemon con «Rose viola»
Einar con «Parole nuove»
Ex-Otago con «Solo una canzone»
Anna Tatangelo con «Le nostre anime di notte»
Irama con «La ragazza col cuore di latta»
Enrico Nigiotti con «Nonno Hollywood»
Mahmood con «Soldi»

 

Promossa sicuramente Arisa, che con il suo tocco di leggerezza e una canzone dalla partenza lenta, ma con un crescendo molto dinamico, è sicuramente riuscita a svegliare l’Ariston da un momento un po’ down; impeccabili come sempre i ragazzi de Il Volo, ma con una canzone che richiamava un tantino la loro precedente Grande amore; molto carino il pezzo di Ultimo e quello di Irama. Sicuramente con un tema diverso rispetto ai classici del festival, con uno slang sincero e diretto si è distinto Enrico Nigiotti, livornese dall’aspetto rude ma dall’animo dolce. Un plauso anche a pilastri come Loredana Bertè e Paola Turci e un Simone Cristicchi da riascoltare.

Aspettiamo la seconda serata di oggi per i commenti sulle altre canzoni.