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25 DE ABRIL DE 2019, FIESTA DE LA LIBERACIÓN Y DE LA RESISTENCIA: ITALIA LIBRE DESDE HACE 74 AÑOS

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Cada año Italia celebra la Liberación del nazi fascismo. El 25 de abril de 1945 Fue el primer paso hacia el nacimiento de la República.

La resistencia empezó en julio de 1943 con la liberación de Pantelleria (Sicilia), siguiendo luego hasta Messina. De allí prosiguió y el dìa 1 de octubre los aliados juntos a los ciudadanos napolitanos lograron liberar Nápoles. Una gran resistencia enemiga a la altura de Montecassino los bloqueó hasta el verano de 1944 cuando consiguieron liberar Roma. No lograron avanzar mucho hasta el 21 de abril de 1945 cuando las tropas entraron a Bolonia y en unos días  llegaron a Milán donde se pusieron a luchar a lado de los partisanos, i partigiani, sellando así el fin del fascismo italiano.

El 25 de abril en Italia es también el día en el cual se conmemoran a los partisanos, aquellos miles de jóvenes hombres y mujeres, procedentes de ideales comunistas, socialistas, democristianos, liberales, anarquistas, republicanos, en general antifascistas, que lucharon para liberar Italia de la invasión alemana y del fascismo. Se calcula que fueron más de 300.000 (entre los cuales unas 35 mil mujeres).

LA CANCIÓN PARTISANA Oh Bella Ciao

 

Questa mattina mi son svegliato
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
questa mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
Oh partigiano, portami via
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
oh partigiano, portami via,
che mi sento di morir.
E se io muoio lassù in montagna
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e se io muoio lassù in montagna
tu mi devi seppellir.
Seppellire sulla montagna,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
seppellire sulla montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno: ” Che bel fior “.
È questo il fiore del partigiano,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà.

Da canto di lavoro a canto di libertà. È la storia di «Bella Ciao», brano che in poche strofe racchiude il racconto di decenni. Se dovessimo restituire in suoni quello che è stato l’avvento del nazifascismo e la sua fine in Europa, «Bella Ciao» avrebbe sicuramente un ruolo fondamentale nella ricostruzione degli eventi.
L’origine della canzone sarebbe da ritrovare nel canto delle mondine che intente a coltivare il riso, nel nord est dell’Italia, salutavano la giovinezza (con un ripetuto «bella ciao» appunto, ndr) che svaniva a ogni giorno di duro lavoro nei campi.
Dai campi di riso a quelli di battaglia. La nascita di «Bella Ciao» è quindi precedente agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale, ma il testo che conosciamo oggi si deve alla versione che ne fecero i partigiani schierati sugli Appennini. Nel testo al posto del lavoro nei campi, di capi e di zanzare, come si faceva nella versione precedente, si inizia a parlare di invasori, di morte e di montagna. Il canto dei partigiani italiani, però, varcò presto i confini nazionali attraverso i Festival mondiali della gioventù democratica che si tennero in Europa dopo la guerra. Per poi diventare una delle canzoni delle manifestazioni di piazza dei moti giovanili del ’68. Un simbolo di libertà internazionale utilizzato di volta in volta per “invasor” differenti.
Soltanto negli ultimi anni è stata intonata dai manifestanti del movimento Occupy Wall Street nel 2011, durante le proteste contro il premier turco Erdoğan nel 2013, o a Parigi nel 2015 durante le commemorazioni delle vittime della strage al giornale Charlie Hebdo. 
«Bella Ciao» è diventata un inno contro il capitalismo nella fortunata serie «La Casa di carta», canto simbolo della banda che mette a segno il colpo alla Zecca di Stato in una scenica maxi rapina che nasconde, neanche troppo velatamente, un’operazione contro il sistema monetario. 
«Bella Ciao» rimane simbolo della Resistenza Italiana, della lotta contro il nazifascismo, ed elemento fondante della democrazia del Bel Paese. E canto del 25 aprile, Giornata di Liberazione, data in cui si ricorda la fine del ventennio fascista, Benito Mussolini sarebbe stato ucciso soltanto tre giorni dopo quel “primo” 25 aprile del 1945. In tutta Italia in questa giornata si commemorano, con corone di alloro, i caduti in guerra.